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La storia della Canapa: jeans, conquiste marittime e buona cucina

16/06/2016

La storia della canapa è molto antica: per millenni, infatti i nostri antenati hanno utilizzato questa preziosissima pianta per vestirsi, nutrirsi e anche curarsi.

 

Negli anni 50 l’Italia era il secondo produttore al mondo di canapa e per secoli ha esportato quella che veniva chiamata varietà Carmagnola, la migliore in assoluto per la qualità della fibra tessile ricavata per gli indumenti. Nel nostro paese la storia della canapa, curiosa ed affascinante, non é poi così conosciuta, specialmente tra le nuove generazioni.

Questo tipo di produzione era favorito anche dalla forte capacità di adattamento nei confronti del clima e del terreno e alla brevità del ciclo vegetativo della pianta. Il canapaio infatti, grazie alle sue proprietà, ripulisce dalle scorie e nutre il terreno in cui viene coltivato, tanto da non risultare necessario spesso un periodo di riposo tra una piantagione e l’altra.

In Italia veniva coltivata in moltissime regioni, ma in particolar modo, soprattutto per gli usi industriali, emergevano Emilia Romagna e Campania.

Ma per cosa veniva utilizzata principalmente la canapa?

La canapa almeno fino agli inizi del ‘900, era utilizzata prevalentemente per produrre vestiti, cordame, carta, oppure per ricavarne un ottimo olio combustibile. Anche in campo farmaceutico i suoi usi erano molteplici: la canapa, soprattutto in Campania, veniva utilizzata come cura contro l’asma attraverso dei “gabinetti d’inalazione”, piccole stanze che venivano riempite di fumi e vapori derivanti dalla pianta che, se inalati, riuscivano a dare sollievo e a curare la malattia.

La fibra derivata dalla canapa è robusta e resistente, proprio per questo veniva utilizzata per creare corde e tessuti impiegati in ambito lavorativo. Si pensi solo a tutte le conquiste marittime e all’immensa domanda di tele e e cordami, tale da assicurare coltivazioni rigogliose e grandi ricchezze. Erano di canapa perfino i primi jeans, quelli indossati dagli operai del porto di Genova e poi finito indosso ai cowboy americani.

La canapa sativa, dalle industrie tessili alla cucina

La storia della canapa incontra anche l’ambito gastronomico, entrando in cucina. I semi di canapa si sviluppano nei fiori delle piante femminili. In estate, giunti alla maturazione, vengono raccolti per poter essere utilizzati soprattutto in campo alimentare.

Il loro guscio contiene infatti moltissimi carboidrati e fibre alimentari, oltre alla clorofilla a cui dobbiamo il loro colore più verdognolo dell’olio di semi di canapa.

Se paragonati ad altri frutti oleosi come nocciole o mandorle, le proteine del seme di canapa contengono tutti gli amminoacidi essenziali in una quantità ottimale e facilmente assimilabile con un gusto un po’ nocciolato che li rende anche particolarmente gustosi.

Il loro maggiore contributo nell’ambito alimentare è dato dall’olio di semi di canapa, un prodotto ad alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, Omega 3 ed Omega 6.

Fortemente utilizzato come integratore alimentare anche ad uso terapeutico, viene usato:

  • nel trattamento dei sintomi della chemioterapia
  • nella terapia anti-aids
  • nella prevenzione delle malattie cardiovascolari
  • riduce i livelli ematici di colesterolo e i trigliceridi.

 

Dai semi di canapa viene ricavata anche un’ottima farina. Per saperne di più  leggete anche questo articolo.

Scoprite come può essere utilizzata la canapa in cucina sul nostro blog, assaggiate la grande varietà offerta dai prodotti Strabuono e cimentatevi in tante gustosissime ricette.


Nessun alimento può essere paragonato alla canapa per il valore nutritivo. Mezzo chilo di semi di canapa fornisce tutte le proteine, gli acidi grassi essenziali e la fibra necessari alla vita umana per 2 settimane.